Storia della Casa del Garbo

Vista della casa del Garbo da Piazza della Signoria

Nel cuore di Firenze, inserita nel suggestivo scenario architettonico di Piazza della Signoria di fronte a Palazzo Vecchio, sorge “La Casa del Garbo”.

L’immobile, facente parte del Palazzo Uguccioni, fu dimora nel Cinquecento del convento delle Monache degli Angeli alle quali dobbiamo il tabernacolo seicentesco con l’Annunciazione attribuita a Matteo Rosselli.

 

L’edificio

Palazzo Uguccioni

Palazzo Uguccioni, Firenze

Il complesso edilizio rinascimentale “Palazzo Uguccioni” oltre al palazzo attribuito alla scuola di Raffaello e residenza sino a pochi anni fa della nobile famiglia degli Uguccioni comprende altri fabbricati di notevole pregio monumentale. Il settore dell’edificio che dà sull’angolo di via dei Magazzini è detto Casa del Garbo. La facciata in pietra arenaria dell’edificio principale mostra tre ordini architettonici: il pianterreno dorico in bugnato, il primo e secondo piano, con colonne accoppiate ed alte finestre, in stile ionico e corinzio. La facciata è adornata da un busto in marmo di Francesco I, di Giovanni Bandini, e dallo stemma di famiglia con tre fiordalisi concessi dal re di Francia.

 

Il convento

Monastero del Garbo, Firenze

L’antico convento di monache ha in realtĂ  una struttura che ricorda molto una dimora privata. Rifugio per donne sole, come molti altri della cittĂ , il monastero del Garbo si trovò negli anni ad affacciarsi su una piazza con molte stratificazioni e presenze architettoniche significative.

Dalle finestre che danno sulla piazza della Signoria si può, infatti, ammirare sulla sinistra il palazzo dell’Arte dei Mercanti contiguo al palazzo dell’antica famiglia Gondi di cui molti membri furono arcivescovi di Parigi.

Sulla destra, il palazzo Uguccioni con la sua bella facciata di scuola raffaelliana (secolo XVI) e, di fronte, la statua equestre di Cosimo I duca di Firenze che ricorda simbolicamente la sua ascesa al potere e alla guida dello stato nel 1537. Il Palazzo della Signoria, detto anche Palazzo Vecchio, nella sua svettante eleganza delineta dalla splendida torre di Arnolfo, rappresenta il trait-d’union del vecchio col nuovo, ovvero il passato repubblicano e quello principesco inauguratosi con Cosimo. La loggia dei Lanzi che ospita le statue del Cellini e del Giambologna (il Perseo e il ratto delle Sabine) delimita la visuale della piazza verso la fuga dei loggiati e degli edifici dei cosiddetti “Uffizi” creati da Giorgio Vasari per ospitare le magistrature di governo, gli uffici.

Un concentrato di simbologie legate ai mutamenti politici subiti da Firenze si apre, così, davanti alla residenza del Garbo; nella pace antica e nell’eleganza attuale dell’ex convento è possibile rivivere un po’ della lunga e grande storia di Firenze e scoprire quello che accade oggi nella piazza, tra la gente, tra i tavoli dei ristoranti, attorno ai musei, e al Palazzo Vecchio sede del Municipio, in uno scenario ormai allargato ad un mondo multietnico.

La casa del Garbo e Firenze accolgono e accompagnano i loro ospiti in questa scoperta di cultura e di vita quotidiana.